Le coste ischitane: calette, spiagge, baie e il richiamo delle sirene
Il fascino di un’isola come Ischia è interamente riassunto nelle sue coste. I suoi numerosi approdi, i porti caratteristici, le calette, le baie, le spiagge e gli anfratti in grado di ospitare sia gli yacht che le barche a vela e i piccoli natanti, rendono l’isola più grande dell’arcipelago del Golfo di Napoli, la destinazione ideale per una vacanza, ma anche il punto di partenza per numerose escursioni o crociere nel Mediterraneo. La caratteristica dominante delle coste ischitane è la loro estrema varietà: spiagge placide che si alternano a strapiombi vertiginosi e selvaggi, baie ombreggiate che si alternano a grotte affioranti. Infine, c’è la bellezza cangiante del mare che vira dai colori del verde smeraldo a quelli del blu abisso, dall’argento al blu scuro nei punti in cui non si riesce a distinguere il fondale, con profondità superiori ai 100 metri. Circumnavighiamo, allora, l’isola di Ischia in un ideale viaggio del suo perimetro.
Dalla costa settentrionale a quella meridionale: da Ischia porto a Punta San Pancrazio
La costa meridionale – per semplificazione – è caratterizzata da rocce alte, nere, selvagge, inaccessibili che cadono a picco sul mare, mentre la costa settentrionale ha un profilo più morbido, basso, accessibile ed è abitabile. Tra gli estremi, a ovest si collocano gli agglomerati di Ischia, Casamicciola e Lacco Ameno, da questo punto in poi ci si imbatte nella cesura rocciosa di Punta Zaro e poi nuovamente spiagge e la località di Forio. I fondali seguono l’andamento della costa: bassi e pianeggianti lungo il lato settentrionale e verticali e profondi lungo la traiettoria meridionale.
In un viaggio ideale, si parte dal porto di Ischia, che si presenta come un bacino circolare con un’apertura di una trentina di metri che ricalca esattamente la bocca del vulcano sul quale sorge e che fu tagliato artificialmente nel 1825 per ricavare un ingresso alla baia in modo sicuro ma stretto per le manovre. Appena fuori da porto si raggiunge Punta San Pietro, in direzione est, fiancheggiando una schiera di arenili protetti da frangiflutti che arrivano fino a Castello Aragonese, un edificio posto su uno spuntone roccioso che è collegato a Ischia tramite uno stretto passaggio artificiale. Il fondale basso non impedisce di ormeggiare nei pressi di una delle rade che circondano il castello. Superato il castello, la costa comincia a rialzarsi e a desertificarsi, fino a spiaggia Maronti non si trovano agglomerati urbani, né abitazioni né facili accessi dal mare: predomina una natura selvaggia, incontaminata, inaccessibile fatta di rocce vulcaniche e fondali profondi. Lungo il tragitto ci si imbatte nella Grotta del Mago che si addentra nella montagna per diverse decine di metri ed è la méta preferita per gli studiosi di biologia marina e gli appassionati di fotografia subacquea. È proseguendo in direzione sud-est che si ci imbatte nella spettacolare Baia di San Pancraziosumma delle caratteristiche che impreziosiscono la frastagliata costa meridionale; fino a Capo Grosso si apre un ampio golfo esposto a sud ideale per l’ormeggio di natanti subacquei proprio perché la zona si presta a questo tipo di attività e la flora e la fauna subacquee in questo punto sono di grande interesse per gli appassionati. Le pareti rocciose proseguono fin sotto l’acqua come una frana di massi che creano salti rocciosi colorati e pieni di vita sottomarina. Appena doppiato Capo grosso si scorge il promontorio di Sant’Angelo con un agglomerato urbano di case aggrappate alla roccia e baciate dal sole e dai riflessi del mare.
Dalla costa meridionale a quella settentrionale: da Sant’Angelo a Lacco Ameno
Sant’Angelo si presenta come un affascinante borgo marinaro, con un approdo sognante e ben attrezzato, è uno dei luoghi più raffinati dell’isola dove sostare tra boutique, bar, ristoranti e alberghi. I suoi fondali sono molto più interessanti del borgo perché la parete verticale che cade sul mare è ricoperta nei suoi fondali da una fitta foresta di gorgonie colorate che si estende in tutta la sua verticalità fino a profondità irraggiungibili, superiori ai 100 metri, ma già a 50 metri di profondità è possibile ammirare le prime formazioni di corallo rosso. Proseguendo la circumnavigazione dell’isola in direzione sud-ovest si attraversa il lato più selvaggio della costa meridionale passando per la Cava di Grado e Sorgeto che meritano una sosta per immergersi nelle pozze di acqua calda, naturalmente generate dall’azione del mare e del vento, di origine vulcanica, una “spa” a cielo aperto. Continuando il percorso, costeggiando le pareti altissime del lato meridionale, il paesaggio roccioso muta improvvisamente in scogli di tufo dalle forme originali, come il Cammello, una formazione rocciosa che indica che ci si sta avvicinando alla ampia e suggestiva Baia di Citara che ospita anche uno dei più grandi parchi termali del mediterraneo: i giardini Poseidon. Da questo punto in poi, si comincia a risalire verso la costa settentrionale e il paesaggio comincia a mutare e ad addolcirsi: da Citara si arriva a Cava dell’Isola, una spiaggia libera molto amata dai giovani, dove il mare è color smeraldo ed è molto pescoso, con gli immensi Scogli degli Innamorati e la bianca Chiesa del Soccorso che si staglia all’orizzonte nella località di Forio. Il paese merita una visita per la sua architettura saracena, gli stretti vicoli a gomito, e dolcemente appoggiato sulla parete verde del monte Epomeo. Riprendendo a costeggiare in direzione nord-ovest lungo la spiaggia di San Francesco, dietro il promontorio roccioso si staglia Punta Zaro, una colata lavica solidificata che il vento ha forgiato come una piattaforma che degrada verso il mare: in questo punto i sub possono incontrare la fauna marina più ricca e variegata dell’isola. Proseguendo in direzione nord-est si raggiunge la baia di San Montanocon una sabbia fine e piccole cale che conducono dolcemente fino al comune di Lacco Ameno, amena località nota per le sue boutique artigianali dove farsi confezionare saldali su misura, oltre a negozi di antiquariato, boutique alla moda e ristoranti che propongono gustosi e ricchi piatti a base di pesce fresco e locale. A pochi chilometri da Lacco Ameno, si trova Casamicciola Terme, l’ultima tappa della circumnavigazione e dove vale la pena sostare per acquistare una delle spettacolari ceramiche dipinte a mano, la cui tradizione artigianale e produttiva risale a oltre 2000 anni fa!